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San
Marco d'Alunzio.
A
500 m slm, col Mar Tirreno a fronte e i Nebrodi alle spalle, sorge S.
Marco d'Alunzio. Secondo diversi autori classici la sua fondazione è
dovuta ai profughi troiani seguaci di Enea e guidati da Patro
che, scampati alla distruzione di Troia e alla presa di Ilio, sulla
rotta per il Lazio approdarono lungo le rive del fiume Rosmarino. Altri
sostengono che al passaggio di Patro, Aluntio fosse già edificata;
Alicarnasso scrisse che Patro con i Turij abitò ad Aluntio, non già
che "fondò" Aluntio, secondo questa tesi la sua fondazione
risultata più antica, forse opera dei Sicani.
Il
tempo ha attraversato questa collina sospesa tra il cielo ed il mare
arricchendola di arte, cultura, storia. Le civiltà che vi hanno
dimorato e che chiamiamo greche, romane, bizantine, arabe, normanne,
barocche... hanno innalzato templi, monasteri, castelli, torri e
campanili. Hanno scolpito statue, dipinto ed affrescato pareti che oggi
rappresentano il tesoro più grande custodito da questa ospitale
cittadina cui la storia ha insegnato ad essere tollerante e cosmopolita:
in San Marco convissero a lungo, civilmente, arabi e giudei.
Durante
l'Impero Romano, "Aluntium" conobbe un periodo di grande
splendore di cui esiste testimonianza in una vasta letteratura
epigrafica.
Fu
Città Stato col diritto di battere moneta; divenne Municipium
Aluntinorum e Caio Cornelio Verre, scrisse Cicerone, si impadronì del
tesoro aluntino.

Durante la signoria di Sancho d'Aragona, il 2 settembre 1398 Re Martino
e la Regina Maria concessero ad Abbo Filangeri S. Marco, che rimase in
loro signoria sino alla fine del feudalesimo in Sicilia.
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