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Le
feste sui Nebrodi riescono ancora a mobilitare grandi masse popolari,
costituiscono momento di forte
coinvolgimento collettivo, coagulo e
cemento familiare e sociale. Alcune sono addirittura ripetute più volte
nell'anno per venire incontro alle aspettative di tanti emigranti che in
estate fanno ritorno nei paesi d'origine.
La
maggior parte delle manifestazioni religiose ha origini antiche, alcune
espressione di autentica fede cristiana (i "Sepolcri", la Via
Crucis, la Passione e la Resurrezione di Cristo che si celebrano in
molti comuni), altre reminescenze magico religiose di tipo pagano (il
celebre "Muzzuni" attorno al quale la sera del 24 giugno
ad Alcara Li Fusi si festeggia in allegria e si improvvisano versi
erotico - scherzosi), altre ancora trasfigurazione pura e semplice di
riti propiziatori agresti (il "miracolo di S.Giacomo" a
Capizzi e il lancio dei pani di San Biagio a Militello Rosmarino).
Insomma, il sacro è spesso misto al profano, l'autentica pietas
religiosa ad aspetti popolari e di costume.
La genuinità che ancora
caratterizza le feste dei Nebrodi rimasta finora al riparo da influenze
esterne, consente quasi sempre di individuare i motivi ispiratori
originari, ricostruirne la genesi, fissare l'epoca in cui nascono e si
affermano. Per questo, al significato religioso uniscono un indubbio
interesse culturale.
Festa
dei Giudei a San Fratello (Settimana Santa). Manifestazione un po'
religiosa, un po' satanica e un po' carnevalesca.
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